Stallo

Mmmmm ci risiamo, mi sono di nuovo arenata. Non riesco a portare avanti questo blog con costanza. La mia fantasia in questo periodo è secca e arida come i capelli della pubblicità dello shampoo fructis hydra liss (ingrifati pure tra l’altro)…ci vorrebbe un trattamento rigenerante! Leggo le cose scritte da altri e mi deprimo ancora di più…dipingere con le parole è un’ arte. Aspetto il  bacio della Musa, ma mi scansa da un po’.

Faccio un po’ di archeologia domestica tra i fogli sparsi nei cassetti in cerca di ispirazione, ma sguazzare tra le mie paranoie non mi aiuta.

Ho trovato un appunto di qualche anno fa, moltissimi anni fa, un brutto momento: “nel labirinto della quotidianità dipingo finestre per guardare un po’ fuori dalle situazioni, tengo sempre d’occhio la via di fuga e non mi sento dentro a niente. Non voglio obblighi, non prendo impegni, sono qui, ma con la mente sono sempre catapultata nel passo successivo”.

Un momento di autoanalisi  a buon mercato, in momenti come questo meriterei 49 frustate meno una! Dai è improponibile, a meno che l’intenzione non sia ammorbare tutti quanti!

Manu mi ha regalato  un taccuino simpaticamente truccato, si chiama “Il blocco dello scrittore”…ecco per il momento io conosco solo il blocco. Lei spera di vederlo trasformato in un libretto di memorie delle nostre famiglie, dice che se volessi scrivere solo le storie e le stramberie dei nostri parenti, 24 ore al giorno non mi basterebbero e farei ridere tutti. Basto io come animale da circo…(vabbè spero almeno di non dare l’idea di un animale da cortile!).

I miei amici mi incoraggiano tantissimo – mi vogliono bene – In realtà pensano che scrivere sia quello che faccio meno peggio, sono un disastro in tutte le attività pratiche, sospettano un animo meditativo almeno. Come dire “datti all’ippica” (tra l’altro non ho mai capito cosa c’entri, come se l’ippica fosse facile!).

Cucino abbastanza bene, ma la mise en place è davvero particolare: al momento dell’impiattamento poi la mia mano si trasforma in una pala meccanica che racimola i resti di un terremoto. Le macerie finiscono nei piatti.

Mi piacerebbe dipingere, ma non ho senso artistico. “ah, mi hai dato un cazzotto nell’occhio” mi diceva la prof di arte quando guardava i miei disegni. Arte contemporanea, non capiva ancora lei!

Potrei continuare con la lista dei miei disastri e delle paranoie, ma risparmio carta e inchiostro (vabbè virtuali, è chiaro).

 Non è falsa modestia. Non la sopporto. È una malcelata forma di presunzione di superiorità, manifestazione scomoda di immodestia. Atroce.

La pioggia mi fa questo effetto, non ci badate!

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