Pensieri folli

Era un giovedì di domenica

Ero sola ma in compagnia

E leggevo un libro senza parole

Alla luce di un lumino spento.

Ad un tratto udii un rumore silenzioso

Mi alzai e andai ad aprire la porta dello stanzino senza porta.

vidi un cadavere ancora vivo.

Non avevo paura, infatti mi tremavano le gambe.

Allora presi un coltello senza punta

Infatti gli mancava il manico

E me lo ficcai nel cuore e dissi:

“Meglio vivere che morire!”

 

Stamattina mi sono svegliata pazza. Capita. No, non sono i miei pensieri deliranti, è una storiella che girava sui diari alle medie. Mi è venuta in mente stamattina al risveglio, non so premendo quale tasto, la memoria ha uno strano funzionamento. Saranno state le ripetizioni di anatomia di ieri pomeriggio o il latino che mi aspetta oggi. Fanno l’effetto milkshake al mio cervello!

A volte i ricordi restano compressi e poi saltano fuori all’improvviso, anche quelli senza senso. Evidentemente c’è bisogno di un salasso salva memoria ogni tanto.

Da ragazzina questa bizzarra storiella mi faceva ridere (eh sì, è vero, ancora oggi non si sa mai cosa può suscitare la mia risata!).

Ora che ragiono per ossimori non mi sembra più tanto strampalata. A parte i nessi di causa-effetto completamente sballati (anzi proprio inesistenti) e l’orientamento spazio-temporale incerto, chiaramente.

Si può leggere un libro senza parole..magari di fotografie (vabbè, lo so che il termine preciso in questo caso non sarebbe proprio leggere).

Ci sono rumori silenziosi e silenzi che fanno rumore e le gambe possono tremare non solo per la paura.

Ci sono cadaveri vivi e vivi cadaveri.

 

E si può essere soli ma in compagnia o in compagnia ma soli.

Cambiando l’ordine delle parole il risultato cambia. Le frasi molto spesso non godono della proprietà commutativa. 

Ok, la smetto di dare i numeri e inizio il mio giro di telefonate.

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5 thoughts on “Pensieri folli

  1. Simpatico questo post. Mi ha fatto riflettere su come le cose che quando sei giovane ti appaiono nette e immutabili per un senso spietato della logica, da grande assumono contorni più sfumati e tutto diventa possibile. Dai vivi cadaveri ai silenzi rumorosi…
    Eh si’, capita anche questo. La logica, insieme alle certezze giovanili, si dissolve in una consapevolezza più ampia e sicuramente diversa…
    Stop!
    Grazie Raffa, continua a scrivere, mi piace leggere i tuoi pensieri
    Ciao
    Simo

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