Inizio di un’avventura

Una sfida con me stessa. Ecco cosa ha rappresentato per me, soprattutto all’inizio, la decisione di dedicarmi all’attività giornalistica. Una sfida a vincere il senso di sfiducia  in me, una sfida a superare il blocco verso la scrittura.

 La parola scritta ha sempre esercitato su di me un fascino potente. Leggo molto. Uno scrittore è bravo quando ha capacità di dipingere con le parole, spalancare nuovi orizzonti, creare emozioni  e suggestioni, farmi viaggiare. Per la durata del libro il mio mondo è quello creato dall’autore, mi affeziono ai personaggi, li lascio entrare nella mia vita e quando la storia finisce mi mancano, come amici che ho perso di vista, ma che hanno lasciato un’impronta.

Ma scrivere, soprattutto pensando a un eventuale lettore, mi crea difficoltà.  Credo di non esserne capace, ogni volta che scrivo qualcosa e poi rileggo l’unica emozione che provo è quella che mi porta alla decisione di cancellare tutto. Da bambina scrivevo poesie, poi mia madre le ha lette ad amici per vantarsi di me e della mia sensibilità, mi sono sentita un animaletto da circo e allora ho smesso.

Con il giornalismo ho voluto obbligarmi a scrivere, a mettere nero su bianco qualcosa che venisse letto da tante persone, obbligarmi a vincere l’insicurezza, una cura contro la stitichezza verbale. In più c’è  un grande interesse verso l’attività giornalistica vera e propria, la possibilità di essere informata e di informare, calata nel reale, non so se mi spiego. Il lavoro di sintesi a cui ti costringe un pezzo, esprimere tanti concetti in poche righe, catturare l’attenzione del lettore, sono un esercizio importante. Sono molto curiosa, l’attività giornalistica mi sta arricchendo molto, mi fornisce continui stimoli a guardarmi intorno con occhi vigili. La costante tensione a migliorare e a imparare è una molla che mi fa sentire viva; sento che il cervello è in moto. Osservare ciò che mi circonda è un modo per conoscere meglio il Bellunese, un territorio che ho sposato, ma di cui forse non mi sentirò mai veramente parte.

Se penso al primo approccio con la redazione mi viene da ridere. Ero davanti al direttore in uno stato di imbarazzo difficile da descrivere. Lui mi spiegava come ottenere il tesserino da pubblicista e io avevo la mente occupata a pensare: “ ecco, starà pensando che sono una rimbambita che gli sta solo facendo perdere tempo”. Quando mi ha chiesto se avevo scritto qualcosa ce l’ho messa tutta per confermare la cattiva impressione. « Alle medie – gli ho risposto, poi mi sono affrettata ad aggiungere – sì, so che non è rilevante». Alle medie????ma da dove è saltata fuori una risposta così stupida??? Avrei voluto che la lingua mi cadesse a pezzettini, come nei cartoni animati. Quando mi ci metto so dare il meglio di me per essere considerata un caso irrecuperabile. Forse lui ha dovuto fare appello a tutto il suo autocontrollo per non rispondermi male e congedarmi gentilmente dicendo che attendeva proposte. Alle medie?Ancora adesso non ci posso pensare! Me ne sono andata con la ferma convinzione che il direttore mi considerasse una stupida (tale mi sentivo) e si augurasse che non lo importunassi più.

Avevo deciso di lasciar perdere, non avrei mai trovato niente di interessante da proporre. Poi è stata la notizia a venire a cercare me: una questione di parcheggio selvaggio proprio sotto casa mia. Così è nato il primo articolo. All’inizio a dir la verità tutta questa storia mi creava un’ansia incredibile, ero perseguitata dal senso di inadeguatezza, dalla paura di sbagliare, dal timore di essere considerata un’incapace. Finchè non ho detto basta:  nessuno mi giudica, il tribunale è solo nella mia testa, all’esterno ho trovato solo disponibilità (Simona merita un capitolo a parte, senza di lei questo blog semplicemente non ci sarebbe!). Così mi sono messa tranquilla e l’ansia ha lasciato il posto ad un grande entusiasmo, alla voglia di imparare bene, con umiltà. Ogni intervista è occasione di conoscenza, di confronto, di crescita. È da quando ho finito l’università che non sentivo una tale passione!

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7 thoughts on “Inizio di un’avventura

  1. Io amo leggere ciò che scrivi!!! Riesco quasi a vedere le tue espressioni buffe mentre ti prendi in giro da sola :))! Non sapevo del giornalismo, ma credo che tu abbia scelto la strada giusta…vai avanti così! Ti voglio bene… ps scrivi scrivi scrivi ihihi ^^ mi piace assai!!! kiss

  2. Ma come si può non leggerti??sei eccezionale!!!
    e come ha scritto Maggie, non posso non immaginare la tua faccia mentre fai del continuo dell’ironia su te stessa.. 😛
    ma Tu ci piaci proprio perchè sei così..: “VERA E UNICA!”
    Ti voglio bene Genio!!

  3. raffa sei unica! troppo bello! mi piace come scrivi… ed è vero qll che dici! anch io quando leggo un libro mi lego ai personaggi… brava! sei bravissima… continua…. ti voglio bene! un bacio grande grande! Lidia

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